Quel che conta è il viaggio, non la meta!


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venerdì 18 maggio 2018

NORMALE is the new STRAORDINARIO

Disgustata e al tempo stesso terribilmente affascinata da "Invisibile" di Paul Auster (è stato il mio primo - e data la carica emotiva, probabilmente ultimo, Auster): una settimana per leggere quaranta pagine, e quattro ore per finire il resto di un romanzo che non ho trovato eccezionale, ma che non sono riuscita a valutare con meno di quattro stelle. Qualunque libro mi tenga sveglia a sfogliare pagine come una forsennata fino alle tre di mattina ha per forza dei meriti che non posso ignorare.
Alla fine di questo giro mi rimane la voglia di scrivere solo un appunto, che volevo fare a McGrath per "Trauma" ma che avrei potuto fargli anche per "Follia" e per le quaranta pagine de "La guardarobiera" che ho letto: ne ho ben le piene le balle di queste donne e di questi uomini alti e longilinei, di straordinaria bellezza, di straordinaria intelligenza, sublimi, forti (si intende che non tutti i personaggi sono descritti in questi termini, ma che dalle pagine emerge facilmente come "i belli" siano interessanti mentre "i brutti" o anche i "meno belli" non lo siano).
Voglio dire, che fine ha fatto la gente normale, la gente magari non canonicamente bella? Donne e uomini fuori forma o non particolarmente dotati o acculturati non possono avere storie da raccontare, amori da vivere? Non ci si può innamorare di qualcuno anche se non ha le fattezze di una divinità? Ditemi voi se non sono domande legittime. 
Al prossimo personaggio "straordinario" di cui leggo qualcosa, fregacazzi di chi è l'autore o l'autrice, giuro che lancio il libro fuori dalla finestra.

lunedì 30 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 30 ~ 27 LUGLIO 2018 #11

Concluso il Camp NaNoWriMo di aprile.
Sono un po' triste perché so che mi mancheranno le sfide quotidiane - e le gif da ridere, gli incoraggiamenti reciproci, le battute e tutto il resto, d'altro canto sono anche la cazzara che in preda alla commozione del momento scrive «oh, gente, ma restiamo in contatto nei prossimi mesi!» e dopo sparisce.
Questo mese mi sono divertita come una bambina, non ho mai avuto un solo calo di fotta in trenta giorni (gran parte del merito va a Laura e alla sua crawl) e prima di rendermi conto che, scaletta alla mano, a) il libro non sarà mai pronto per la vendita il 27 di luglio - al massimo lo sarà la prima stesura, b) verrà lungo come una quaresima, mi bullerò molto delle neo-prodotte 30.000 parole.


Da domani vorrei tentare una nuova sfida, in attesa del Camp di luglio: continuare a scrivere almeno 1.000 parole al giorno (per un totale di 31.000 a fine maggio) - 2.000 andrebbero meglio, ma temo che se poi non mantenessi l'impegno l'Inquisitrice Inside mi darebbe il tormento fino a farmi desistere del tutto. Partirò dal presupposto che 1.000 saranno il minimo, e che farò il possibile per dare di più. 

giovedì 19 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 19 ~ 27 LUGLIO 2018 #1

Tra undici giorni il Camp NaNoWriMo giungerà al termine e per il prossimo capitolo dovrò aspettare il mese di luglio - ammesso che io non mi sia sciolta prima e che sia nel pieno delle mie facoltà (d'estate si funziona a risparmio energetico, c'è niente da fare). Ho viaggiato tutta la settimana con questo pensiero sulle spalle, accomodato vicino alla carogna che mi bisbigliava «E intanto a maggio e giugno, col romanzo in corso cheffffai???!». La mia parte distruttiva già si fregava le mani per la gioia, e le tattiche dilatorie più subdole erano lì in fila per sei col resto di due pronte a colpirmi dalla mezzanotte e un minuto del primo maggio.
Ho pensato, STAVOLTA NO
Va bene tutto - i casini, gli imprevisti, tentennare, gli ormoni a culo, i dubbi, le brutte giornate di brutti ricordi - proprio TUTTO... ma non il cedere un'altra volta alla paura assurda di non saper sviluppare una trama e di non riuscire a mettere la parola fine ad un progetto, e solo perché si è dimostrato un po' più difficile del previsto. Va bene tutto, ma non più il perfezionismo. Ché insomma, raccontiamo storie, mica diamo degli esami. 
Allora mi sono ricordata di quella cosa bellissima che non ho mai approfondito, "Scrivere un romanzo in 100 giorni", e ho deciso di approfondirla proprio adesso, nel momento in cui tutte le mie certezze sono andate a farsi benedire insieme all'idea che mi ero fatta della trama del sopraccitato romanzo, e cioè che fosse solida abbastanza da consentirmi di improvvisare su un po' tutto. 
Non so cosa mi aspetta, se in effetti il percorso mi sarà utile, ma voglio provare a seguirlo lo stesso. A partire da oggi fino al 27 luglio del 2018 - un po' di ordine, un po' di metodo. Dove andrò a finire?

lunedì 16 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 16 ~ ATTESE, MIRACOLI E CAZZATE DEL LUNEDÌ

La vita che si sospende nell'attesa del corriere. 
Dovendo stare attenta al campanello non posso ascoltare musica, non posso passare l'aspirapolvere, non posso andare in bagno (argh!!!!)... ma il compenso per queste privazioni sarà più che soddisfacente - quattro libri (e un bussolotto formato famiglia di probiotici perché, come si dice, "Mens sana in panza sana" - semicit.).
Devo dire grazie a mia nonna - grazie, nonna - a cui non importa un cacchio della mia veneranda età e che per il compleanno mi allunga sempre la mancia con la mossa del pusher esperto, e si incazza pure se tento di dirle che le voglio bene anche se mi offre soltanto un caffè. Mi guarda con l'espressione indignata, da «Come osi rifiutare, nipote degenere!», mentre mi schiaffeggia affettuosamente la mano e mi raccomanda di usarli bene, il soldi, ad esempio per farci benzina "che costa tanto, lo so". E io la rassicuro, certo nonna che metto benzina, anche quando so che è l'ultimissimo dei miei pensieri.
Che volgare bugiarda. 
Tempo due giorni e si compie il miracolo: i soldi si trasformano in libri (ed eventualmente in integratori perché devo mantenermi in salute, altrimenti come posso leggere e scrivere tutti i libri che ho nella mia infinita lista?). Sicché anche quest'anno l'investimento è stato fatto: "Trauma" e "Port Mungo" di Patrick McGrath, "Nelle terre di nessuno" di Chris Offutt e per finire "Storia della follia nell'età classica" di Michel Foucault - un tomo di 819 pagine che non ho idea di quando mi metterò a leggere e che ho comprato con metà del cervello in modalità What The Fuck?!?! - lascia stare, Cervello, lo volevo e basta. Se l'istinto dice compra, si compra. È un imperativo indiscutibile.
Intanto però è il 16 di aprile e non ho ancora letto nemmeno un libro intero, complici la mia disorganizzazione cronica** e la mia indecisione del momento*** - come se non fossi sempre indecisa (l'unica certezza con cui attualmente convivo è che posso anche provare ad ascoltare altra musica oltre a quella dei Metallica ma alla fine voglio ascoltare solo i Metallica - facciamocene una ragione, suvvia).
**Il Camp NaNoWriMo mi sta assorbendo moltissimo, ma poiché tale assorbimento nel sublime atto della produzione artistica quotidiana è un elemento costante di ogni competizione (e ne è anche il senso profondo), perché, porco il governo ladro, non posso organizzarmi un po' una volta tanto, dico, anche solo per trenta giorni di fila (risposta: PERCHÉ SONO UNA CAZZARA)
E a parte questo, ***degli ultimi tre libri che ho iniziato nemmeno uno ha acceso in me quel desiderio di spicciarmi a finire quello che sto facendo per rimettermi al più presto a leggere (la pulsione irresistibile a continuare una lettura è seconda solo alla pulsione irresistibile a scrivere altre mille parole anche se sono le due di notte e gli occhi mi ciondolano fuori dalle orbite - e sono entrambe fonti di somma gioia), con la conseguenza che in quindici giorni ho letto un po' di questo e un po' di quello e non ho concluso niente.
Ma allora, la Atwood?
Ho trovato la Atwood noiosa - dopo quaranta pagine di "Tornare a galla" volevo tornare anch'io... in libreria, per restituire il libro. Allettata dalla ricca prosa e dai personaggi superlativi di "Grottesco" di McGrath (eletto mio "Amore Letterario dell'Anno") ero piena di aspettative per "La guardarobiera"... ma ahimè, sono state tutte disattese. Anche in questo caso son durata poco più di una quarantina di pagine, forse per un fastidio da traduzione piuttosto che per la storia in sé - comunque il libro lo finirò, prima o poi. È Patrick, non si molla così dopo quaranta pagine. Nel frattempo si è fatto lunedì: ho messo via anche "Il paradiso del diavolo" di J. G. Ballard dopo 15 pagine, spinta dalla sensazione nota come "Non è il momento giusto per leggerlo" ma ieri notte ho buttato giù al volo una ventina di pagine di Malamud ("Gli inquilini") decidendo subito che ok, questo mi piace quindi credo che lo finirò. Credo.
Così, con tutti questi capricci e tentennamenti, ho mandato a monte il mio piano di leggere costantemente almeno cinque libri al mese, per superare me stessa e vincere una challenge di lettura mai tentata prima (70 titoli). A riprova del fatto che in fondo sono una ribelle: se mi do una regola da seguire, poi faccio il possibile e anche l'impossibile per infrangerla. 

martedì 10 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 10 ~ DUBBI, DOMANDE, PERPLESSITÀ?

A volte mi chiedo come mai per scrivere duemila parole ci metto un'eternità. Poi, a sessione finita, vado a guardare la cronologia e capisco tutto.


«Ma le torte che si comprano al supermercato... sarà meglio definirle "torta industriale" o "torta confezionata"? No, giusto per capirci. Secondo me industriale rende meglio l'idea, ma confezionata mi dà i giusti risultati d'immagine. Vada per confezionata, allora.»

«Dio, COME CACCHIO SI CHIAMA IL COSO PER PAGARE CON LA CARTA DI CREDITO???!»

«Allora, torta e? Vino bianco. Ma facciamo che la protagonista beve quanto me e quindi di vino non sa un cazzo e compra quello sbagliato. Così, è tanto per metterla un po' in difficoltà. Prende un vino da... oddio, con cosa si abbina il vino bianco? Col pesce. ... col pesce, giusto?»

«COME CACCHIO SI SCRIVE... CRAKER... NO, CRACKER. E IL PLURALE? CRACKERS? MA SI USA IL PLURALE, OPPURE SOLO IL SINGOLARE?»

«Comare, ESATTAMENTE, sta per?»

«... e la protagonista cammina per la strada con quell'andatura scazzata, con le scarpe che fanno tipo SPLAT-SPLAT sull'asfalto. Sciabatta... no, aspè, forse è CIABATTA... esiste il verbo CIABATTARE? Cioè, si usa in italiano? Cioè, si può ciabattare anche con le scarpe o solo con le ciabatte?» 

«So che l'ho già guardato settecento volte, ma SGOMENTO, esattamente, che significa? Ci sta nel contesto, no?»


sabato 31 marzo 2018

WRITER ALLO SBARAGLIO

Poco meno di tre ore all'inizio del Camp NaNoWriMo di aprile e io?
Ho fatto Camp NaNo Prep? Finito le letture che dovevo finire? Deciso cosa scrivere??! 
NO. 
Ho passato le ultime settimane a cuorare foto dei Metallica come un'adolescente in piena tempesta ormonale. Sicché questo aprile, il Camp NaNo sarà allegramente all'insegna de "La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio".


mercoledì 28 marzo 2018

VIZI DI MERDA

Stasera ho fatto il funerale e ho dato fuoco a qualcuno dei diari che ho accumulato negli ultimi sei anni. Era una cosa che volevo fare da tanto tempo ma che non mi aveva ancora colta nella giusta disposizione d'animo, perché per quanto mi riguarda bruciare diari non vuol dire solo bruciare dei pezzi di carta. Nello specifico non sono andata in ordine, ho bruciato il 2012, un po' di 2013 e quasi tutto l'inizio del 2017 perché erano i peggiori che avevo in archivio e i primi che mi sono capitati per le mani riordinando alcuni documenti.
Rileggere i diari è un vizio di merda, non dovrei cedervi così facilmente come mi succede ma ahimè, sono una debole (e mi piace sguazzare nel guano del mio passato - credo di averlo già scritto decine di volte in questo stesso blog). Ho aperto quello che avevo a portata di mano e dopo una veloce lettura mi è salita una rabbia in corpo che se mi fossi presa la temperatura avrei mandato in tilt il termometro. Mi è venuta voglia di schiaffeggiarmi. Con quegli schiaffi didattico-pedagogici che mi dava mia madre da piccola quando facevo i capricci e me li meritavo. Me ne volevo dare tanti da stordirmi, giuro. Dopo ho capito - e intendo dopo venti minuti di pediluvio gelato. Va bene, mi sono detta, è stata una fase della tua vita. Una fase un po' lunga: finiamola. Sul serio, stavolta. Di qui l'idea del fuoco.
Guardavo dentro il camino e pensavo adesso quelle cose che ho scritto e ripetuto milioni di volte almeno non esistono più, posso rinnegarle? Posso fingere di non aver trascorso gli anni migliori della mia vita a tormentarmi per ragioni di cui ormai ho smarrito l'origine? Ho pensato e rimaneggiato così tanto il passato che dubito abbia ancora la forma che aveva in realtà, probabilmente quello che ricordo è talmente distorto che non assomiglia nemmeno per sbaglio a ciò che è stato veramente - e che comunque non si può recuperare per un confronto.
La purga emotiva stava quasi dandomi un po' di soddisfazione quando dalla taschina interna di un diario sono cicciati fuori alcuni dei foglietti che tanti anni fa riempivo di nascosto in ufficio, usandoli in alternativa a un diario che in quel contesto sarebbe saltato subito all'occhio. A proposito di ciarpame che non so perché ho tenuto (taschina infame, per te solo lame). La prima frase di uno di questi appunti recitava qualcosa come "Credo che quando sarò vecchia mi farà piacere sapere che cosa stavo pensando oggi, a quest'ora": mia cara Valentina del passato, NO. Ti assicuro che ne avrei fatto volentieri a meno. Ma su questo sarei passata oltre senza battere ciglio, se solo non avessi letto un bigliettino del 7 marzo 2005 in cui mi dichiaravo così angosciata e disperata da essere pronta a farmi male sul serio pur di far cessare la sofferenza. Sul serio, eh.
Ora mi chiedo, ma da quanto va avanti VERAMENTE questa storia? Da quando sono nata? Da quand'ero ancora nel grembo materno o nei progetti divini?? I progetti divini mi sembrano la risposta più sensata. A non aver senso è l'essere nata per replicare modelli comportamentali appresi nell'infanzia fino a trentanove anni suonati - se avesse un senso non avrei provato sconcerto standomene in piedi di fronte a mucchio di cenere fumante, premendomi una mano sulla bocca perché il sopraccitato sconcerto non si tramutasse in molte bestemmie.
Mi capite? Una pensa di essere drogata di vittimismo, pessimismo e melodrammi da sette, otto anni al massimo, e invece vien fuori che si fa da quasi una vita. Che orrore. Ma soprattutto, che faccio adesso? Sono diventata consapevole della mia dipendenza, non posso più fingere di non vedere. Non si tratta più di un po' di polvere da spazzare sotto il tappeto, ma di una montagna di cacca di elefante che, potete ben immaginarlo, anche se il tappeto è grande non ci sta né sotto né sopra.
Eventuali suggerimenti a riguardo saranno bene accetti.


POSCRITTO IGNORANTE:
come precettato da Doc. Morelli, per dimostrare a me stessa un po' di buona volontà, stamattina ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito,"per sorprendermi": non ci ho messo quarantacinque minuti a uscire dal letto e mi sono alzata prima del solito.
Per fare qualcosa di utile e produttivo? Qualcosa di divertente? Magari per scrivere un po'? NO. Per scoprire che Franz aveva di nuovo la ghiandola perianale infiammata e portarlo così di volata dal veterinario. Non è il caso di dire "che culo", vero?